Quali Attività Aprire in Periodi di Crisi

La crisi economica che attanaglia i Paesi dell’Europa ma non solo, è un grosso ostacolo per tutti coloro che desiderano avviare un’attività imprenditoriale.

Il primo passo per i futuri imprenditori, è quello di verificare con esattezza quale sia la situazione del settore dove intendono operare. Infatti, non sono rari i casi in cui la situazione prospettata sia diversa da quella reale; per esempio, durante il periodo estivo, ovunque si sentiva parlare di taglio dei consumi e di crisi. In realtà, anche se in maniera diversa e ridotta, sono state tantissime le famiglie che hanno deciso di passare qualche giorno lontano da casa. Quindi, è fondamentale analizzare i dati in maniera precisa; verificando le fonti e cercando di interpretarli all’interno di un preciso contesto. Anche in periodo di crisi, possono essere sviluppate delle idee imprenditoriali che riescono a fatturare; la chiave del successo, dipende dall’impegno profuso, dalla zona nella quale si intende operare e dalla pubblicità. Prima di intraprendere qualsiasi attività, è necessario effettuare uno studio, per verificare la presenza di attività concorrenti e la zona, in modo da stabilire se è il caso di spostarsi; infatti, non tutte le zone sono adatte. Infatti, se si desidera aprire una ludoteca, certamente è bene scegliere un quartiere popolato da famiglie giovani; se invece si pensa di inaugurare una paninoteca, si cercherà un’area frequentata magari vicino a degli uffici o a delle scuole.

Un settore che è riuscito a non essere affondato dalla crisi economica è quello del turismo on line; la rete offre tantissime opportunità per chi ha intenzione di progettare una vacanza, senza ricorrere all’agenzia di viaggi. Il turismo, è riuscito a reggere il calo dei consumi, meglio di altri settori; seppure con molti tagli, quasi tutti continuano a concedersi qualche giorno di ferie durante l’anno. E’ assodato che si cerchino soluzioni più economiche rispetto agli anni passati; abolito il mese intero di villeggiatura, si punta ai fine settimana magari da trascorrere in un agriturismi. Un settore, particolarmente vivace è quello dei pacchetti viaggio, cioè quelle offerte che comprendono volo aereo e hotel; in alcuni casi, è anche possibile prenotare un’automobile. Queste soluzioni, vantaggiose e comode, sono molto richieste perché permettono di risparmiare tempo e di affidarsi a pacchetti già precostituiti che hanno costi contenuti e abbordabili da tutti.

Sempre on line, un’altra idea vincente è quella di organizzare uno spazio dove sia possibile comparare alcuni servizi come le rate del mutuo o delle polizze auto. Questi portali, sono quotidianamente presi d’assalto da tantissimi utenti che cercano l’assicurazione meno costosa oppure la rata meno cara. Per la riuscita, è necessario puntare su un sito web ben costruito, facile da utilizzare e soprattutto che sia veloce ed efficiente. Inoltre, è necessario che sia ben posizionato nei motori di ricerca, che abbia un aspetto piacevole e curato.

In periodo di crisi, un settore che continua a fatturare, è quello relativo ai servizi per gli immigrati; in ogni città, si trovano degli uffici nei quali i migranti si rivolgono per il disbrigo delle pratiche burocratiche. Questi uffici, si occupano di portare avanti tutte le pratiche per ottenere il visto, la cittadinanza oppure per il permesso di guida. Un vero business perché il numero di stranieri è in costante aumento e molti di loro si rivolgono a questi centri per avere i documenti in regola in tempi brevi e senza perdere troppo tempo.

Un’altra idea imprenditoriale è quella di avviare un’attività agricola di prodotti biologici certificati. Si tratta di un settore ancora giovane, nel quale esistono degli spazi per riuscire a guadagnare. Sempre più persone decidono di acquistare prodotti biologici, coltivati quindi senza ricorrere a pesticidi chimici. L’importante è riuscire a creare una rete di vendita, a pubblicizzarsi facendo conoscere i prodotti e l’azienda. E’ indispensabile iniziare a frequentare i mercati rionali, le sagre e rendere possibile la visita dell’azienda al pubblico. Inoltre, da non dimenticare un sito internet, nel quale indicare le proprie produzioni, i metodi utilizzati e la propria filosofia imprenditoriale; inoltre, dovrebbe essere possibile far effettuare degli acquisti on line.

Come Avviare Allevamento di Struzzi

Una delle attività più originali e probabilmente anche di maggiore successo soprattutto negli ultimi anni è quella dell’allevamento di struzzi: a prima vista può sembrare un’impresa strana, ma l’allevamento degli struzzi è una vera e propria attività in grado di regalare immense soddisfazioni e soprattutto un grande successo, specialmente sotto il profilo del economico.
Questo per due motivi: prima di tutto, la semplicità con la quale gli struzzi possono essere allevati, e secondariamente, la grande varietà di sottoprodotti che è possibile ottenere grazie all’allevamento di struzzi.
Ma andiamo per ordine.

Abbiamo detto che uno dei motivi per i quali allevare struzzi sta diventando un’attività diffusa riguarda la semplicità con cui essi possono essere allevati. Niente di più vero, se consideriamo che per poter allevare uno struzzo è sufficiente – parliamo ovviamente del lato pratico – possedere un terreno con acqua potabile, visto che questi animali non risentono delle differenze climatiche e si adattano facilmente più o meno in ogni clima.

A questo, aggiungeremo il fatto che gli allevamenti possono essere sostanzialmente di due tipi: il primo potrebbe essere un allevamento di struzzi che ha un unico scopo riproduttivo – il quale quindi si dedica alla sola vendita di uova ad operatori del settore o consumatori di uova di struzzo – mentre il secondo può essere un allevamento a ciclo completo, nel quale ci si dovrà impegnare anche nell’incubazione, nello svezzamento, ingrasso e macellazione dell’animale. Quest’ultimo è chiaramente più impegnativo del primo tipo, almeno dal punto di vista economico e tempistico, ma ciò non significa che sia impossibile da realizzare.
L’investimento può pertanto variare a seconda del tipo di attività che si vuole svolgere, ma si può cominciare con solo due coppie, spendendo circa 4.500 euro con un terreno di 500mq e arrivare ai 130.000 euro con un allevamento di circa 20 femmine riproduttrici e un terreno di tre ettari.
Come abbiamo detto, il secondo motivo per il quale considerare l’allevamento di struzzi un’attività piuttosto soddisfacente riguarda i diversi sottoprodotti che possono essere utilizzati: non solo le uova, ma anche la carne e le piume.
Le piume, in particolare, possono essere utilizzate nella realizzazione di abiti e costumi per il mondo dello spettacolo, ma sono apprezzate anche per il loro potere antistatico e catalizzatore di polvere: un tempo, invece, esse venivano largamente impiegate per confezionare ornamenti o copricapo ai faraoni egizi.

Anche la pelle dello struzzo può essere utilizzata: essa viene ad esempio conciata ed in seguito impiegata nella creazione di cinture, scarpe, borse, prodotti tra l’altro molto ricercati ed in grado di garantire una buona redditività dell’allevamento.
La carne di struzzo – generalmente tenera, rossa e magra – ha un sapore molto simile a quella di manzo, ed è largamente impiegata povera di grassi e colesterolo, ma ricca di proteine, ferro, potassio e fosforo: un allevamento può vendere la carne di struzzo ai ristoratori ed ottenerne un buon guadagno. Per quanto riguarda la macellazione, è bene sapere che è consuetudine abbattere l’animale al raggiungimento dei 95 kg, quindi a circa un anno di età. La deposizione delle prime uova si ha invece verso i 30 mesi di vita, mentre un maschio diventa riproduttivo a circa 42 mesi.

Le uova, come sicuramente saprete, sono molto conosciute ed utilizzate in cucina: esse hanno un sapore delicato e presentano un basso contenuto di colesterolo, pertanto sono spesso consigliate da dietologi e nutrizionisti. Generalmente le uova di struzzo vengono impiegate nella preparazione di pasta artigianale, ma non è sconosciuto anche il loro uso come ornamenti o come oggetti etnici di arredo.
Questo tipo di attività è l’ideale per chi ama stare a contatto con la natura e con gli animali, come abbiamo detto è inoltre abbastanza semplice e non richiede una grandissima esperienza. Tuttavia, ciò non esime dal doversi occupare, anche in questo caso, del lato burocratico della cosa: per avviare l’attività occorre infatti aprire la partita iva, iscriversi alla camera di commercio e all’inps come coltivatore diretto e tenere aggiornato il registro di carico e scarico degli animali presenti nell’allevamento.
Inoltre, non bisogna dimenticare certificati e documenti indispensabili ed importantissimi, tra cui il certificato di urbanistica della zona dove sarà predisposto l’allevamento e la licenza per adibire i locali all’incubazione e schiusa delle uova.

Come Iniziare con gli Investimenti in Azioni

Ci sono molti modi per investire in azioni. Singoli titoli, fondi comuni, fondi indicizzati, ETF, mercato italiano, mercato estero. Ma come si fa a decidere quale risulta essere l’investimento giusto per te?

Di seguito cercherò di affrontare alcune questioni che un investitore potrebbe e dovrebbe considerare prima di investire in azioni.

Quale rischio puoi accettare
So che spesso, specie chi ha appena iniziato, è ansioso di iniziare ad investire e di fare profitti, ma forse è meglio rallentare e prendersi un momento per riflettere su alcune semplici domande. Il tempo che impiegherete a riflettere ora, vi salverà da probabili perdite di soldi in futuro.
Che tipo di persona sei? Sei disposto a prenderti dei rischi o preferisci stare su una cosa sicura che possa salvaguardare il tuo capitale? Cosa succederebbe se il titolo acquistato perdesse un 10% il primo giorno? Venderesti tutto in preda al panico?
Le risposte a queste ed ad altre domande simili vi faranno prendere in considerazione i diversi tipi di investimento possibili e vi faranno capire se per voi è meglio investire in un fondo comune d’investimento, in un ETF oppure su un singolo titolo.
Se non vuoi assumerti dei rischi elevati ma vuoi comunque investire in azioni, probabilmente la scelta più giusta per te potrebbe essere l’investimento in un fondo comune azionario o in un ETF. Infatti, questo tipo di investimento è ben diversificato e contiene al suo interno molti differenti titoli, riducendo così il rischio legato alla singola azione. Inoltre non richiede una ricerca ed uno studio approfondito sul singolo titolo.

Quanto tempo hai a disposizione per investire
Quanto tempo vorresti dedicare a quest’attività? Vuoi investire in azioni o preferisci i fondi comuni? Anche in questo caso occorre fare delle piccole considerazioni.
L’attenta selezione del fondo comune d’investimento ti permette di investire i tuoi soldi e lasciarli li, lasciando al gestore del fondo il lavoro di ricerca e selezione di titoli da acquistare o vendere.
Se invece preferisci comprare azioni di singole società, la ricerca è più lunga e richiede la capacità di giudicare la gestione dell’azienda, gli utili, e le prospettive future. Come investitore ovviamente vorresti investire in società sane e non in società sull’orlo del baratro, quindi hai bisogno di più informazioni per valutare la corretta gestione dalla società e soprattutto i piani e le prospettive future dell’azienda.
Pertanto, chiedetevi quanto tempo avete a disposizione per questo tipo di ricerca e di valutazione. Siete disposti a spendere un paio d’ore la settimana per informarvi sulle diverse società oppure siete troppo impegnati? Avete le conoscenze e le competenze per investire in singoli titoli? Se non avete competenze, avete del tempo per sviluppare queste competenze?

Il paniere
Quando si investe in azioni è meglio non esporsi troppo con un solo titolo. Quindi, non mettete tutti i vostri soldi in piccole azione biotech, per esempio. E’ vero che il guadagno potenziale potrebbe essere molto elevato, ma chiedetevi cosa succederebbe al vostro investimento se la FDA (Food and Drug Administration) rigettasse alcuni farmaci. L’impatto sul vostro portafoglio sarebbe catastrofico.
E’ meglio diversificare gli investimenti in diverse società ed in settori diversi come le materie prime, i beni di consumo, le assicurazioni e l’immobiliare (un fondo immobiliare potrebbe essere una possibilità). Diversificate anche con obbligazioni e liquidità, invece che investire in azioni al 100%. La diversificazione diminuisce il rischio di perdere tutto in qualsiasi momento affidandosi ad un solo titolo o settore.

Portafoglio per principianti
Se siete agli inizi, investite una buona parte dei vostri risparmi in fondi indicizzati, uno potrebbe essere un fondo indicizzato al FTSE MIB, un altro potrebbe essere un fondo con una diversificazione internazionale ed eventualmente potreste pensare di aggiungere anche un fondo che rappresenta le aziende di piccole dimensioni (small cap).
Un portafoglio così composto darebbe una certa diversificazione e potrebbe fornire un rendimento costante dovuto al mix di Blue chip italiane, alle società internazionali ed alle piccole small cap.

Portafoglio con singoli titoli
Per coloro che invece preferiscono investire in azioni, un portafoglio costituito da 12-20 società ben scelte potrebbe dare un po’ di diversificazione e probabilmente ancora ben gestibile. Tuttavia è necessario assicurarsi di comprendere appieno ogni azienda inserita in portafoglio e gli eventuali rischi connessi. Se volete investire soltanto in azioni assicuratevi di diversificare il vostro capitale tra i vari settori: tecnologico, farmaceutico, beni di consumo, assicurativo, ecc diversificando con azioni small cap e blue chip.
Se non avete il tempo di analizzare e scegliere molti singoli titoli, potrete fare un misto tra fondi indicizzati e qualche singolo titolo molto promettente. Quest’ultima scelta potrebbe essere ideale anche per chi non ha fondi sufficienti per diversificare il proprio portafoglio con diversi singoli titoli.

Il momento di investire
Una volta determinata la diversificazione e la consistenza del vostro portafoglio, è il momento di investire. La prima cosa da fare è trovare un broker. Il broker potrà operare online o avere una sede locale. Dopo averne individuato uno e dopo essersi assicurati della solidità e della serietà del broker, avviate le procedure per l’apertura del conto. Occorrerà compilare dei documenti, inviarli e depositare un po’ di soldi sul conto.
Dopo aver deciso in quali azioni investire, non comprate tutto subito, entrate nel mercato lentamente. Cosa succederebbe se dopo l’ingresso il mercato cambiasse subito direzione? Avreste un conto in rosso e probabilmente il morale a pezzi.
Investite i vostri soldi nell’arco di qualche mese per minimizzare il rischio di market timing. Infine ricordatevi di riservare qualche ora del vostro tempo, ogni settimana, per rivedere e pianificare i vostri investimenti.

Continuare con gli aggionamenti
Con l’aumentare della vostra esperienza, le vostre decisioni di assett allocation probabilmente cambieranno. Rivedete ed aggiornate il vostro portafoglio regolarmente, lo si potrà fare ogni anno, vendendo alcuni titoli ed acquistandone degli altri. Si potrebbe anche voler aggiungere fondi al vostro capitale oppure esporsi maggiormente in alcuni settori o aree di interesse.
Se fate questo in modo regolare, prima che ve ne rendiate conto, avrete un portafoglio che vi aiuterà a soddisfare qualche piccolo desiderio, a pagarvi la vostra casa o le vostre vacanze o anche finanziare la vostra vecchiaia.

Concludendo
Prima di investire nel mercato azionario, prendetevi un po’ di tempo per pensare a quali obiettivi si vogliono raggiungere e a come raggiungerli mantenendosi entro livelli di rischio tollerabili.
Un’attenta riflessione durante tutte le fasi dell’investimento, vi aiuterà a metabolizzare meglio tutte le fasi di mercato e a vivere con serenità il vostro investimento senza passare da periodi di euforia a momenti di depressione, cambiando costantemente idea sul vostro investimento.