Come Investire in Portogallo

In questa guida spieghiamo come investire in Portogallo.

L’economia del Portogallo è stata travolta da una dura crisi negli anni passati, anche se rispetto a paesi come la Grecia, ha saputo reagire meglio e certamente ha oggi tempi migliori. Investire in Portogallo richiede, come prima cosa, come per qualsiasi altra realtà, la conoscenza approfondita del mercato locale. Per prima cosa, chiediamoci cosa si produca in questo paese. L’economia lusitana è molto sviluppata sul fronte dei servizi alberghieri e turistici, per cui è evidente che il primo tipo di investimento che ci viene in mente è proprio quello nel settore turistico, come l’apertura di un ristorante, un locale di intrattenimento, un albergo. Tutto vero, ma bisogna fare i conti con l’agguerrita concorrenza. Sarebbe come pensare di andare a Rimini e fare soldi aprendo una nuova discoteca. Il pubblico di riferimento c’è, ma anche l’offerta è vasta, per cui o si hanno le idee chiare su come offrire un nuovo servizio o prodotto, oppure meglio sarebbe fare attenzione, anche perché si rischia di scontrarsi con grosse realtà internazionali, che avrebbero i capitali e la pazienza per resistere all’eventuale vostro assalto al mercato locale.

come-investire-in-portogallo

La domanda è se investire in Portogallo è semplice. Partiamo con il dire che il paese appartiene all’Unione Europea e utilizza l’Euro, per cui anche la legislazione è ormai abbastanza simile a quella del resto d’Europa. C’è anche il vantaggio di condividere la nostra stessa moneta, ma così come l’Italia, anche il Portogallo è gravato da una burocrazia complessa, cosa di cui bisogna tenere conto. Per il resto, la lingua portoghese non è certo l’italiano, ma nemmeno così lontana dal nostro modo di parlare, comprensibile anche a chi non avesse mai fatto una sola ora di lezione per apprenderla. Gli usi e i costumi sono simili ai nostri, altro motivo per puntare con relativa serenità su questo paese.

Quanto alle forme societarie, in Portogallo esiste l’Empresario em Nome Individual, ENI, ovvero l’impresa individuale, l’Estabelecimento Individual de Responsabilidade Limitada, EIRL, vale a dire la nostra srl o società a responsabilità limitata, Sociedade Unipessoal por Quotas, SUQ, Sociedade em Nome Colectivo, Sociedade em Comandita, Sociedade por Quotas e Sociedade Anomina.

Nella Sociedade Unipessoal, il titolare è una sola persona fisica, mentre esistono anche le Sociedade Gestora de Partecipacoes Sociais, che hanno la caratteristica di una holding, ma la cui titolarità è posseduta da un solo individuo. In generale, poi, ci sono le società a responsabilità limitate, por quota o limitada, e quelle anonime.

Se vuoi trasferirti in Portogallo per lavorare, ti converrebbe farlo come autonomo, perché pagheresti meno tasse all’inizio. Potrai scegliere se aderire al regime obbligatorio, che prevede una tassazione dei redditi al 25,4% o a quello più esteso, con aliquota al 32%. La differenza sta nel fatto che nel primo caso si otterrà un’assistenza sociale minima, nel secondo vi sarà anche la copertura per i familiari e per le malattie professionali. Nessun problema, invece, per il trasferimento della propria posizione contributiva in Italia ai fini previdenziali, trattandosi di un paese membro della UE.

La registrazione dei lavoratori autonomi passa per la concessione di un codice fiscale da parte dell’ufficio fiscale, che si ha automaticamente con l’apertura di un conto corrente. L’aspetto negativo dell’essere lavoratori autonomi consiste nel dovere rispondere illimitatamente con tutto il proprio patrimonio, cosa che si può evitare, adottando la veste di una società a responsabilità limitata, la quale, però, come in Italia presume l’assoggettamento a controlli più pregnanti.

Per l’apertura di un’azienda, invece, bisogna seguire la seguente procedura: bisogna scegliere e registrare il nome, che una volta approvato, deve essere depositato presso la DGRN, la Direzione Generale dei Registri e del Notariato. I tempi medi sono di 10 o 15 giorni, mentre il costo è di 56 euro per il certificato di approvazione del nome, di 14 euro per la carta identificativa delle persone collettive e altri 31 euro per la richiesta di riserva del nome per 48 ore. La registrazione avviene a un costo compreso tra i 300 e i 360 euro.

Il Portogallo è diventato in questi ultimissimi anni meta preferita scelta da molti, grazie sia al suo clima mite, così come anche al presunto basso costo della vita. Contrariamente a questa convinzione diffusa, il paese presenta un alto costo della vita, anche in presenza di retribuzioni medie abbastanza basse. Se si gode di un’entrata fissa,potrebbero esservi soluzioni più convenienti, per cui varrebbe la pena pensarci due volte, prima di fare le valigie per il Portogallo.

Comments on this entry are closed.