Come Investire 5000 Euro

In questo articolo mettiamo a disposizione alcuni consigli su come investire 5000 euro in modo sicuro per ottenere un rendimento interessante.

Sicuramente 5000 euro sono una somma modesta da investire, ma nonostante questo si possono avere lo stesso alcune opportunità per ottenere un qualche rendimento anche appetibile. Presumiamo, in ogni caso, che il risparmiatore con 5.000 euro in tasca da investire sia tendenzialmente avverso al rischio.

Data l’entità della somma, il primo consiglio sarebbe di ricercare un qualche conto deposito che offra un rendimento discreto. Si tratta di una forma molto diffusa di investimento del risparmio in Italia, che consiste nel depositare una somma presso un conto vincolato di una banca, che in cambio corrisponde un determinato tasso di interesse. Generalmente, il periodo del vincolo va da anche solo un mese fino a 4 anni e il rendimento lordo offerto arriva , in questo periodo, fino a un massimo del 3-4%. A questo va sottratto il 26% come imposta sulle rendite finanziarie. Facciamo un esempio: vincolo 5.000 euro per un anno e la banca mi offre il 4% lordo. L’interesse che mi sarà corrisposto alla fine dei 12 mesi sarà pari a 200 euro, dai quali dovranno sottrarsi, a partire da quest’anno, 52 euro di imposizione fiscale, per un rendimento netto di 148 euro. Qualora il depositante non rispettasse i termini del vincolo, perderebbe il diritto a percepire l’interesse offerto, anche se la banca potrebbe offrire lo stesso un rendimento molto inferiore a titolo di compensazione.

Anche se i rendimenti offerti da un conto deposito sono generalmente contenuti, le famiglie lo apprezzano, perché trattasi, nei fatti, di un investimento sicuro, ossia dal rischio abbastanza marginale.

Qualora si desideri un rendimento potenzialmente più allettante, un’alternativa potrebbe consistere nell’investire 5.000 euro in obbligazioni private. Esse sono titoli di credito emessi da società private, che offrono una cedola annua o semestrale e rimborsano alla scadenza del contratto il capitale versato al 100% dell’importo nominale stipulato. Infatti, la società potrebbe emettere il bond sotto la pari, per cui l’obbligazionista – poniamo – paga 95 e alla fine del periodo ottiene, in ogni caso, 100. Questo significa che oltre alla cedola in sé, il suo rendimento è determinato anche dallo scarto di emissione – se in suo favore – che si somma all’interesse corrisposto. Se pago un bond a 5 anni e cedola 5% a 95 (valore nominale 5.000 euro) e verso così 4.750 euro, alla fine del periodo otterrò 5.000 euro e nel frattempo avrà ottenuto 250 euro di cedola annua lorda, per un rendimento complessivo del 6%, pari al 5% annuo + (100-95/5).

Per chi volesse andare sul sicuro, consigliamo di investire i 5.000 euro in titoli di stato italiani. Il rischio è sostanzialmente nullo, anche se ultimamente i rendimenti sono molto bassi anche sulle lunghe scadenze. A parità di rendimento, però, ricordiamo come gli interessi goduti su un titolo di stato sono tassati all’aliquota agevolata del 12,50%. A titolo di esempio, a metà del 2014, un BTp a 30 anni rende il 4% lordo, mentre un titolo decennale anche al di sotto del 3%.

Sempre tra i titoli di stato, troviamo due opzione di investimento maggiormente targetizzate per il piccolo risparmiatore. La più tradizionale consiste nei BTp indicizzati all’inflazione italiana o europea. In pratica, essi proteggono dal rischio inflazione e non intaccano il rendimento reale dell’investimento, che sarà aggiornata periodicamente, in base all’andamento dei prezzi. In genere, converrebbe puntare sui BTp indicizzati all’inflazione italiana, perché questa risulta mediamente più alta di quella europea, anche se non negli ultimi tempi.

Dal 2012, poi, esiste il cosiddetto BTP Italia, un bond pensato proprio per il piccolo risparmiatore privato, che garantisce anch’esso un rendimento reale minimo, protetto dall’inflazione, ma ha dalla sua anche il fatto che il titolo può acquistarsi direttamente, anche senza la mediazione della banca, se si possiede un conto abilitato al trading online. Pertanto, non sono applicate le consuete commissioni (nemmeno in caso di acquisto tramite l’istituto), se il bond viene comprato in fase di emissione. In più, garantisce un premio – ad oggi pari allo 0,4% del capitale investito – alla data del rimborso, se l’obbligazionista ha mantenuto il titolo in portafoglio dall’emissione fino alla data di scadenza.

Per questo, un’alternativa reale e più appetibile potrebbe essere il pronti contro termine, un prodotto finanziario offerto dalle banche, le quali vendono al cliente un certo ammontare di titoli, impegnandosi a riacquistarli a un prezzo superiore dopo un determinato ammontare di tempo, comunque, non superiore all’anno, anche se generalmente anche di poche settimane. I pronti contro termine che hanno come titoli sottostanti i bond governativi, vedono tassati anch’essi i rendimenti all’aliquota agevolata del 12,50%.

Vista l’esiguità della somma in gioco, non è consigliabile l’investimento in azioni, perché un principio alla base del mercato azionario è di diversificare il portafoglio titoli, in modo da minimizzare il rischio. Ma 5.000 euro sono pochi per puntare sulle azioni di diverse società, per cui si rischia di investire la somma in un unico titolo, che potenzialmente potrebbe provocare così forti perdite a carico del risparmiatore azionista. Altra cosa, invece, è se si desidera acquistare una quota di un qualche fondo, meglio se bilanciato o obbligazionario. Il primo veicola i capitali raccolti in investimenti misti tra azioni e obbligazioni, il secondo essenzialmente in obbligazioni, anche se in parte pure in azioni.

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