Detrazioni Mobili e Elettrodomestici

Il governo Renzi ha prorogato ed esteso le detrazioni fiscali per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici. L’obietto del cosiddetto Dl casa è di stimolare un settore, quello delle ristrutturazioni edilizie e degli annessi acquisti di mobili ed elettrodomestici, che ha sofferto molto la crisi. Gli incentivi risultano, pertanto, prorogati fino al 31 dicembre del 2014.

Per questo, il decreto introduce una novità relativa alle detrazioni per i mobili ed elettrodomestici, che non sono più legate alla spesa effettuata per le ristrutturazioni edilizie. Viene eliminato, cioè, il vincolo precedente, per il quale la spesa per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non poteva superare quella effettuata per la ristrutturazione dell’immobile, rispetto al quale fungono da arredo.

Restano gli altri limiti, pari a 96 mila euro per le ristrutturazioni, mentre sono detraibili gli acquisti di mobili/elettrodomestici fino a un massimo di 10000 euro. La detrazione è pari al 50%, per cui si possono detrarre dall’Irpef lorda fino a 5.000 euro. La detrazione massima consentita per ciascun esercizio è di 500 euro. Pertanto, la detrazione potrà essere spalmata fino a 10 anni, se richiesta in sede di dichiarazione dei redditi.

Vediamo quali acquisti sono detraibili. Quelli relativi a mobili o grandi elettrodomestici, la cui spesa sia stata sostenuta successivamente alla data di ristrutturazione dell’immobile di cui fungono da arredo. La ratio della norma è evidente: se i mobili e gli elettrodomestici sono un arredo dell’immobile da ristrutturare e per il quale si è fruito della detrazione, allora il loro acquisto deve esserne legato anche da un punto di vista temporale. Attenzione, però, alle date: sarà sufficiente che i mobili e gli elettrodomestici siano acquistati prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, non anche prima della loro fine.

A titolo esemplificativo, risultano detraibili le spese sostenute per comprare letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione, sempre che servano da arredo all’immobile ristrutturato. Non sono detraibili, invece, le spese per l’acquisto di porte, tendaggi, pavimentazioni (ad esempio, il parquet), tende.

Sono altresì ammesse a detrazione le spese per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+, nonché A per i forni, in relazione alle apparecchiature per cui è prevista la classificazione energetica. Sempre a titolo di esempio, saranno scaricabili dalle imposte: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, fondi a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, piastre riscaldanti, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Ovviamente, potranno essere detratte solo le spese relative all’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi. La precisazione dell’Agenzia delle Entrate potrebbe apparire superflua, ma non lo è, dato che la legge nulla indica sul punto. Ma l’interpretazione è evidente: se l’obiettivo del decreto è di incentivare le vendite di mobili e grandi elettrodomestici, ciò implica che sono detraibili solo le spese per i nuovi acquisti e non per gli acquisti di seconda mano.

Un’altra precisazione è arrivata sugli acquisti di mobili ed elettrodomestici, che fungono da arredo alle parti in comune dei condomini, la cui ristrutturazione è ammessa in detrazione dalla legge. L’Agenzia spiega che potranno essere detratte solo le spese relative a mobili ed elettrodomestici per le parti in comune, non anche per le singole unità immobiliari.

Altro aspetto da tenere in considerazione è la modalità di pagamento, che giustifica la detrazione. Così come per le spese di ristrutturazione, l’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve avvenire tramite bonifico bancario o postale, l’uso di una carta di credito o di debito. E’ escluso l’assegno circolare e il contante. Nel bonifico, quindi, devono essere riportati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazioni e il codice fiscale o la partita IVA del destinatario del pagamento.

Per quanto riguarda l’ammortamento della detrazione, non è ammesso alcun periodo corto nemmeno per i contribuenti di età superiore ai 75 o 80 anni. Sono detraibili le spese effettuate nel periodo in cui il decreto è valido, ossia fino al 31 dicembre 2014, valendo il principio di cassa.

In relazione alla data di inizio dei lavori di ristrutturazione, essenziale per verificare se l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici sia avvenuto prima o dopo, si fa riferimento alle autorizzazioni amministrative previste per il tipo di ristrutturazione o alle comunicazioni preventive inviate all’Azienda Sanitaria Locale. Se il tipo di ristrutturazione non richiede alcuna autorizzazione, è ammessa una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Un altro esempio che chiarisce i limiti alla detraibilità delle spese effettuate è il seguente: due persone decidono di andare a convivere. Lui ristruttura casa e chiede la detrazione per i lavori eseguiti; lei acquista mobili ed elettrodomestici e presenta richiesta di detrazione per le spese relative a questi ultimi. Ebbene, lei non potrà detrarre alcunché dall’Irpef, perché il beneficiario della detrazione per mobili/elettrodomestici deve essere lo stesso che beneficia anche della detrazione per i lavori di ristrutturazione.

Infine, i 10.000 euro di spesa detraibile per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici s’intendono aggiuntivi, rispetto al limite dei 96.000 euro di spesa per i lavori di ristrutturazione.

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