Come Investire in Croazia

In questa guida spieghiamo come investire in Croazia.

Iniziamo con il dire che in Croazia non esistono disparità di trattamento tra gli investitori nazionali e quelli stranieri. Questi ultimi acquisiscono, infatti, lo stesso stato dei primi, quando fondano una società o partecipano alla fondazione di una società in Croazia. Questo significa che vale per gli stranieri quanto è previsto per i croati. Si tratta di una buona notizia, visto che alcuni paesi di fatto pongono limitazioni ai danni di chi viene dall’estero.

come investire in croazia

Le aziende straniere possono investire in Croazia il loro capitale in una società, una banca o in una compagnia di assicurazione, così come possono avviare un’attività individuale, anche artigiana, e richiedere la concessione per lo sfruttamento di risorse naturali.

Al fine di attirare investimenti esteri, essenziali per la sua crescita, la Croazia ha previsto che a garanzia di questi sono possibili garanzie supplementari, alle quali gli investitori locali non hanno diritto. Al pari di questi ultimi, gli investitori stranieri possono accedere a una serie di benefici fiscali e incentivi, che hanno l’obiettivo di favorire gli investimenti. Il loro ammontare dipende dall’importo investito, dal numero di posti di lavoro creati e anche dal luogo in cui avviene l’investimento, così come dal tipo di investimento stesso. Il criterio base è che il beneficio fiscale non può essere superiore alla cifra investita. Oltre alle minori tasse pagate, i benefici possono assumere la forma anche di sovvenzioni e di sussidi.

Ricordiamo a tal proposito che la Croazia appartiene all’Unione Europea e, pertanto, la sua politica sugli investimenti è armonizzata a quella del resto d’Europa. Esistono, tuttavia, piccole eccezioni, restrizioni all’ingresso di capitali dall’estero. Risulta essere il caso del possesso di beni immobili, in particolare, di terre agricole e foreste.

Va detto, però, che anche su questo punto si è registrata in questi anni un’evoluzione positiva. Fino a non molto tempo fa, un investitore straniero che avesse voluto acquistare un terreno in Croazia e successivamente sviluppare il sito avrebbe dovuto ottenere la relativa autorizzazione da parte del Ministero degli Esteri croato, d’intesa con il Ministero di Giustizia, sulla base del criterio di reciprocità.

Oggi come oggi, non solo gli investitori stranieri godono della parificazione con quelli nazionali sin dal 2009, ma eventualmente potrebbero registrarsi in Croazia e così ottenere tutti i diritti.

Un aspetto importante e legato agli investimenti in Croazia è che non esistono limitazioni al rimpatrio dei capitali o dei profitti. Ciò significa che un italiano, che avesse portato i suoi capitali in Croazia per investirli in un qualche progetto potrà disinvestire quando lo riterrà opportuno e riportare i soldi nel nostro paese. Allo stesso tempo, potrà rimpatriare i profitti, dopo avere chiuso il bilancio.

Per godere dei benefici fiscali, bisogna investire non meno di 540.000 euro. Ciò garantirà il pagamento di imposte minori sugli utili e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati e finalizzati alla creazione di posti di lavoro. Per esempio, investendo almeno 540.000 euro e creando 10 posti di lavoro, per 10 anni si paga un’aliquota sugli utili ridotta al 10%.

Se, invece, si investono almeno 1350000 euro e si creano 30 posti di lavoro, per 10 anni si paga un’aliquota del 7%, che scenderà al 3% con un investimento di 2.700.000 euro e la creazione di almeno 50 posti di lavoro. L’imposta, infine, si azzera per un decennio con un investimento di almeno 8,1 milioni e la creazione di almeno 75 posti di lavoro.

Come vi avevamo anticipato, esistono alcune zone del paese, dove investire è più vantaggioso. In queste zone è in vigore una fiscalità di vantaggio per la produzione e il commercio all’ingrosso e estero, che prevede tra le altre cose una riduzione del 50% dell’imposta sugli utili.

Chiaramente, il settore di maggiore investimento da parte di stranieri in Croazia è quello turistico alberghiero. Il paese possiede 1185 isole, di cui solo una cinquantina abitate. Grazie alla sua posizione geografica è meta di milioni di turisti stranieri e sono numerosi gli italiani, che hanno già puntato in questo ambito, per cui non sono tante le opportunità rimaste nel settore, anche se esistono.

Bisogna evitare di fare acquisti di terreni, case e alberghi senza nemmeno recarsi sul posto, al fine di valutarne la reale potenzialità. Se i prezzi appaiono stracciati, bisogna chiedersi perché. Bisogna fare attenzione, in particolare, se nella zona si stiano registrando numerose cessioni di immobili, specie di natura alberghiera, perché ciò potrebbe segnalare una crisi territoriale e che esula, quindi, dalla cattiva gestione del singolo. Se, invece, sono troppo alti, potrebbe non valerne la pena, visto che è probabile che gli investimenti più redditizi saranno stati già effettuati. Si consiglia di trascorrere un periodo non breve sul posto per comprendere l’evoluzione del mercato di riferimento ed evitare di improvvisarsi esperti di un paese che si conosce magari poco.

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