Anticipazione Bancaria

L’anticipazione bancaria è un’operazione di finanziamento, con cui un istituto di credito mette a disposizione del cliente una data somma di liquidità per un certo periodo e dietro l’impegno del secondo di adempiere all’obbligazione, garantendola con la consegna di titoli e merci. Da un punto di vista economico, siamo davanti a un’erogazione di liquidità in favore di un soggetto richiedente, mentre sul piano legale si tratta un’operazione di finanziamento assistita da pegno. Questo riguarda beni mobili dal valore agevolmente determinabile, se non quotati sui mercati, come nel caso di azioni o obbligazioni. Pertanto, a seconda dell’oggetto del pegno, distinguiamo tra anticipazione su titoli, anticipazione su merci o beni di facile commercializzazione e anticipazione su titoli rappresentativi di merci.

Esistono due modalità per l’erogazione di un finanziamento tramite anticipazione bancaria, a scadenza fissa o in conto corrente. Nel primo caso, il cliente può usufruire di un prestito da rimborsare entro una data scadenza, anche se sul piano pratico può attingervi con prelievi frazionati. Nel secondo caso, invece, il cliente può provvedere a restituire la somma accordatagli in tutto e in parte e prima della scadenza fissata, ricostituendo la provvista e potendo, quindi, attingere per il capitale liberato, ottenendo sostanzialmente nuovi prestiti. Stiamo parlando, cioè, di un meccanismo revolving, simile a quello vigente per le famose carte revolving messe a disposizione delle famiglie.

Stando all’art.117 del TUBC, il contratto deve essere stipulato a pena di nullità, anche se nella prassi bancaria il cliente è semplicemente tenuto a sottoscrivere moduli prestampati. Questi sono fatti valere solamente nei confronti dell’istituto e prevedono l’indicazione del valore delle merci o dei titoli consegnati in pegno e ai quali viene legata l’entità della somma prestata. Vi compaiono anche la determinazione degli interessi applicati, la durata del contratto e le modalità di consegna dei titoli o delle merci. Infatti, tra valore del prestito e valore dei beni in pegno sussiste uno scarto, che le norme prevedono che resti costante nell’arco del rapporto di finanziamento. Esso deve consentire alla banca, nel caso di inadempienza contrattuale del cliente, di riuscire a rientrare nel prestito e nei relativi interessi, attraverso la cessione dei beni in pegno. Se questi perdono almeno un decimo del valore stimato o risultante alla data di consegna, la banca ha il diritto di chiedere al cliente un supplemento di garanzia. Se questo non fosse concesso, l’istituto potrà risolvere automaticamente il contratto e cedere i beni in pegno, incassando la liquidità necessaria a rientrare nel finanziamento e relativi interessi.

Dal canto suo, mentre procederà a rimborsare il prestito, il cliente potrà chiedere una riduzione proporzionale della garanzia, in deroga al principio di indivisibilità del pegno. Al contempo, la banca dovrà custodire i beni e accollarsi le spese di assicurazione derivanti dal possesso, mentre avrà diritto non solo al pagamento degli interessi sulla somma prestata, ma anche a rientrare delle spese di custodia, oltre che alla restituzione della somma in conto capitale. Quanto al calcolo degli interessi, sussiste una differenza in relazione al tipo di anticipazione bancaria. In quella a scadenza, essi vanno computati anticipatamente, sull’intero prestito erogato e al termine del contratto, mentre in quella su conti corrente, gli interessi saranno calcolati posticipatamente, solo alla liquidazione trimestrale e per la parte del prestito effettivamente usufruito.

L’anticipazione bancaria diventa un metodo di finanziamento abbastanza interessante per quei soggetti, che bisognosi di liquidità e magari non perfettamente in grado di esibire garanzie reddituali e patrimoniali alla banca, possono così accedere al credito, se in possesso di beni mobili o titoli facilmente liquidabili. Si pensi ai preziosi, che godono di una quotazione certa e che, pertanto, risultano facilmente stimabili dalla banca, oltre che cedibili a terzi nel caso di inadempienza del cliente. Lo stesso dicasi per i titoli di natura finanziaria e quotati sui mercati regolamentati, mentre qualche problema potrebbero offrirlo altri tipi di beni, come opere artistiche, il cui valore di mercato non è sempre immediatamente determinabile.

Non esiste una misura prestabilita per lo scarto, ma di solito il valore del prestito arriva fino al 90% di quello dei beni in pegno. Questo significa che la banca si assicura che la restituzione del prestito avvenga integralmente. Nel caso in cui il cliente non adempisse all’obbligazione, infatti, procederebbe alla vendita dei beni e si rifarebbe del prestito erogato. Di fatto, quasi non esisterebbe rischio. Si consideri, infatti, che quando la stessa banca concede al cliente un prestito personale, anche se questi risultasse godere dei requisiti reddituali e patrimoniali minimi richiesti, non ha alcuna certezza del se e del quanto le verrà restituito. Nemmeno i mutui ipotecari, pur giovandosi della garanzia apposta sull’immobile, possono considerarsi a rischio contenuto come i prestiti erogati tramite anticipazione bancaria. Infatti, una cosa è vendere un gioiello o un titolo finanziario, un’altra è un immobile, con tutte le difficoltà burocratiche ed economiche legate a questa seconda operazione, oltre che con i tempi generalmente richiesti allo scopo e praticamente azzerati nel caso di beni mobili in pegno. In effetti, una ragione per tanta cautela c’è. Chi ricorre al pegno per ottenere un prestito versa solitamente in condizioni finanziariamente complicate o magari non possiede quei requisiti economici minimi per accedere al credito attraverso gli altri canali ordinari. In sostanza, l’anticipazione bancaria si rivela una forma di erogazione del credito relativamente sicura per l’istituto, nonostante sia rivolta principalmente, ma non necessariamente, a soggetti ad alto rischio. Ovviamente possono fare ricorso allo strumento molte imprese o singoli individui che, avendo bisogno di liquidità, dispongono di beni mobili di valore e che non avrebbero intenzione di vendere, evidentemente mostrandosi sicuri di rientrarne in possesso con l’adempimento delle obbligazioni in favore della banca.

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