Lavorare in Germania – Migliori Settori

La Germania da sempre ha rappresentato una terra di emigrazione, nel corso dei secoli ci sono state numerose ondate di italiani che hanno deciso di tentare la fortuna nel paese teutonico.

Inoltre, questo Paese può vantare una solida economia, con stipendi buoni e un tasso di disoccupazione senza dubbio inferiore a quello di tanti altri stati europei; a questo si devono aggiungere altri importanti fattori come quelli che riguardano la situazione pensionistica, gli ammortizzatori sociali e così via.

Oggi certamente sono cambiate molte cose, tra cui le esigenze e le aspettative di chi cerca impiego. Le richieste di personale italiano che arrivano da questo Paese sono abbastanza numerose; per avere un’idea è sufficiente sfogliare un quotidiano di annunci oppure guardare le offerte presenti su internet. Naturalmente, non si tratta sempre di occasioni imperdibili; può capitare di incappare in datori di lavoro scorretti, non disposti a regolarizzare il contratto di lavoro o che propongono turni massacranti.

Se si desidera trovare un impiego per il quale sia necessario essere in possesso di un diploma di laurea o di un titolo di studio specifico, è sempre necessario avere una conoscenza, almeno minima, del tedesco e possibilmente anche di inglese. Le stesse aziende sono disponibili a suggerire corsi di perfezionamento linguistico; alcuni di questi godono dei finanziamenti del fondo sociale europeo. per tutti coloro che non parlano un inglese di base base o un tedesco di base, è necessario cercare impiego presso strutture italiane e nel frattempo, frequentare dei corsi.

Per lavorare in Germania, è sempre consigliabile valutare le proposte e se il mercato è convincente partire; una volta che si è sul posto è possibile presentarsi ai colloqui e iscriversi a corsi di lingua.

Quando non si conosce ad un livello buona la lingua e non si è in possesso di una specializzazione particolare, bisogna optare per gli impieghi più semplici; questo significa però avere una grande concorrenza, composta da persone di ogni nazionalità. In Germania, una grossa parte delle richieste di lavoro riguardano settori di nicchia come i settori della ricerca, della medicina, dell’ingegneria e dell’information tecnology; naturalmente per candidarsi è necessario possedere non solo l’inglese ma anche una buona base di tedesco. Se si punta a trovare un lavoro qualificato e a tempo indeterminato, bisogna avere nel proprio curriculum delle buone referenze e bisogna essere in grado di offrire qualcosa di più rispetto agli altri candidati.

Per sapere a che livello si conosce il tedesco, è possibile eseguire dei test online; si tratta di esami gratis grazie ai quali è possibile capire quale preparazione si possiede. Questo è un elemento fondamentale e richiesto da tutte le aziende straniere. In genere per studiare in maniera seria una lingua è sempre consigliabile frequentare scuole tenute da professori madrelingua o comunque da persone che siano state all’estero per lungo tempo.

In particolare in questo Paese si trovano numerose pizzerie, ristoranti e gelaterie italiane; di solito, i datori di lavoro propongono anche un alloggio. Bisogna prestare particolare attenzione a tutte le clausole del contratto, perchè spesso si può usufruire soltanto di mezza giornata di riposo. lavorare presso le strutture che si occupano di gastronomia può essere anche una buona soluzione per l’estate; in questo modo è possibile guadagnare ma soprattutto fare pratica con la lingua. In seguito, una volta che si è in grado di capire e di farsi comprendere si può pensare di scegliere altri settori. Chi cerca nel mondo delle strutture alberghiere, oltre ad essere in possesso di una qualifica deve avere una conoscenza base di tedesco e di inglese; questo vale se si intende avere dei contatti col pubblico. Se invece si preferisce svolgere professioni per le quali non si sta a contatto col pubblico e si ha la fortuna di lavorare in un ambiente italiano si può iniziare a frequentare qualche corso di lingua e nel frattempo esprimersi nella propria lingua.

Oltre al settore della ristorazione e a quello alberghiero, uno dei più battuti è quello dell’insegnamento; infatti, sono svariate le scuole per tedeschi dove si insegna l’italiano. Per poter sperare in un posto di questo tipo, il consiglio è di selezionare vari istituti, compilare dei curriculum e rendersi subito disponibili. Infatti, è impossibile trovare un impiego direttamente dall’Italia, qualsiasi datore di lavoro chiederà un colloquio durante il quale potervi parlare e conoscervi.

Come Aprire un Distributore di Metano – Costi e Possibili Guadagni

Il prezzo della benzina continua a salire, costringendo gli automobilisti a trovare delle alternative, ma non sempre si possono utilizzare i mezzi pubblici e la bicicletta. La soluzione va ricercata in un prodotto più economico e che non inquina: il metano.

Coloro i quali possiedono un’auto a metano non devono seguire i blocchi del traffico e non sono penalizzati dagli aumenti de carburante. Il metano è economico e sta iniziando ad imporsi come valida alternativa. In genere, il risparmio nei confronti della benzina arriva a più del 50% e per l’acquisto di queste vetture si può usufruire degli incentivi statali. In alcuni zone d’Italia per chi scegli il metano ci sono anche altre agevolazioni come il ribasso del bollo o sconti per modificare le auto e renderle a metano. Aprire un distributore di metano è un buon investimento perché ci sono numerose aree in cui questo servizio manca e quindi c’è posto per fare impresa e guadagnare.

Le regioni dove si conta un numero maggiori di distributori di metano sono al nord Italia; il resto del territorio nazionale è quasi del tutto scoperto.

Per aprire un distributore di metano, la prima cosa da fare è informarsi sul piano carburanti della propria regione; in questo modo si stabilisce se si è obbligati a creare dei distributori multi carburante oppure di solo metano.

Molto importante è effettuare un’indagine di mercato seria che individui la concorrenza e la distanza dalle condotte del metano; questo ultimo punto è fondamentale per evitare che i costi del gas lievitino troppo.

Per trovare un’area disponibile, bisogna tenere conto che è sempre opportuno evitare la vicinanza con altri distributori, soprattutto quelli più solidi ed attrezzati. E’ di gran lunga preferibile optare per zone libere, magari site in prossimità di vie molto trafficate.
Il terreno dovrebbe essere posto nei presso della rete del metano e dovrebbe essere facilmente raggiungibile.
Inoltre, l’area sulla quale sorgerà il distributore di metano deve avere una distanza di sicurezza dalle abitazioni.
E’ sempre meglio scegliere un terreno grande, che dia la possibilità di ingrandirsi e di installare nuove pompe qualora il business lo richiedesse.

Per aprire un distributore di metano bisogna mettere in conto un investimento iniziale, il cui importo è piuttosto variabile secondo la tipologia dell’impianto. Se si pensa di realizzare una stazione piccola i costi saranno nettamente inferiori a quelli per un grande impianto, dotato anche di altri servizi e di un punto ristoro.

I costi riguardano anche la struttura nella quale vengono sistemati i compressori e tutte le altre strumentazioni tecniche. Un altro costo da non sottovalutare è il personale impiegato presso le pompe.

Individuato il terreno è necessario rivolgersi al Comune di appartenenza e richiedere un documento che attesti che la zona è idonea per la costruzione di un impianto a metano. I vigili del fuoco invece, dovranno rilasciare un’autorizzazione e un parere preventivo; infine bisogna chiedere alla Asl di appartenenza un certificato di idoneità. Per la costruzione degli impianti è obbligatoria la concessione edilizia, rilasciata dal Comune, bisogna informarsi se è necessario ottenere anche un’autorizzazione per eventuali rischi idrogeologici. Svolte queste pratiche si deve fare una richiesta al Comune per l’inizio dell’attività. Se il terreno ha una destinazione d’uso diversa, è possibile cambiarla, facendo una richiesta al Comune.

Le ultime pratiche sono i collaudi che vengono eseguiti dal Comune, dalla Asl e dall’UTIF.

Ottenute le autorizzazioni, per aprire il distributore di metano, si deve procedere con la scelta del marchio; esistono numerose aziende petrolifere che vantano marchi riconosciuti e che si occupano di distribuzione di metano. Occorre soltanto informarsi e verificare quale di queste compagnie propone il contratto migliore.

L’investimento iniziale può essere ammortizzato velocemente nel giro di qualche anno; l’importante è che si scelga una posizione visibile e raggiungibile. In questa maniera ci si può garantire una clientela più vasta che arrivi anche da altre zone rispetto a quella dove è situato l’impianto.

Per arrivare a guadagnare bene è importante offrire un buon servizio che sia veloce, efficiente e che proponga un lungo orario. I distributori di metano hanno una rendita alta e, in genere, all’imprenditore resta circa il 20%, conteggiando il costo del gas e le imposte statali.

Delega per Ritiro Documenti – Fac Simile e Guida alla Compilazione

Può capitare di dovere ritirare un certificato in un ufficio pubblico. Spesso, nonostante solo il diretto interessato possa ritirare tali documenti, non si ha il tempo per recarsi sul posto a prenderli, magari perché gli orari di apertura degli uffici o studi non coincidono con quelli disponibili. In questi casi, grazie a una delega, potrai autorizzare una terza persona a ritirare il dovuto.

Il punto è che bisogna rispettare l’impostazione obbligatoriamente prevista allo scopo, ovvero la delega che dovrai compilare è tenuta a contenere tutte le informazioni obbligatoriamente previste dalla legge. Vediamo di capirci meglio.

Di solito una delega è suddivisa in tre parti e il delegante è tenuto a compilarle tutte, oltre che da una quarta parte, che è destinata al personale incaricato di rilasciare il documento. Si ha, per iniziare, la parte alta del foglio con l’intestazione della struttura che rilascia il modulo. Successivamente, bisogna inserire tutti i propri dati personali, ossia nome e cognome, dato e luogo di nascita, indirizzo di residenza. Inoltre, si dovrà allegare una copia del documento di identità e in corso di validità. Infine, si dovrà indicare il codice fiscale.

A questo punto, viene la parte riservata al delegato, cioè la persona che si presenterà per il ritiro dei documenti, nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, indicazione del proprio documento di identità e codice fiscale.

Dopo avere compilato queste parti, troviamo quella relativa all’indicazione esatta della ragione per cui il delegante affida al delegato il compito di ritirare per suo conto il documento. In sostanza, si dovrà fare attenzione a indicare la data in cui avverrà il ritiro e in relazione a cosa. Per essere più chiari, la delega non potrà essere generica, del tipo si delega Tizio a ritirare i documenti in mia vece, senza specificare quali e in quale data.

Infine, esisterà una quarta parte a disposizione del personale dell’ufficio che rilascerà il documento. Esso dovrà indicare i propri nome e cognome e firmare la delega, dopo avere controllato che tutti i dati obbligatori siano stati inseriti e corrispondano ai documenti allegati. A questo punto, il personale incaricato della consegna dovrà inserire una frase di questo tipo, è stata verificata la corrispondenza tra gli estremi dichiarati e i documenti esibiti dal delegato. Di solito, la struttura appone il timbro a conferma della verifica avvenuta.

Ora, i moduli sono abbastanza simili tra loro, diciamo standard, nonostante possano cambiare in base alle specificità dei documenti da rilasciare. In ogni caso, i dati obbligatori richiesti risultano gli stessi. Si faccia attenzione, poi, che il delegato dovrà non solo consegnare in allegato anche una copia del documento d’identità del delegante, ma dovrà anche provvedere a fornire il proprio, al fine di consentire alla struttura di accertarsi che sia effettivamente la persona delegata e indicata.

Il consiglio, se possibile, è di ritirare nell’ufficio in cui si dovrà esibire la delega il modulo apposito, così da evitare inutili perdite di tempo o magari per non rischiare di non vedersi riconosciuto il documento della delega, in quanto incompleto in qualche sua parte. Non importa effettivamente nemmeno che il delegante compili di pugno proprio la delega, restando sufficiente che la firmi.

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