Come Investire in Olanda

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come investire in Olanda.

L’Olanda è uno dei paesi più ricchi in Europa e tra i più avanzati al mondo. Nonostante non sia rimasto indenne nemmeno esso dalla crisi finanziaria del 2008, questa è stata superata meglio che in molte altre realtà. Investire in Olanda potrebbe essere un’ottima idea, perché come vedremo, si tratta di un’economia molto business friendly, in grado di attirare capitali esteri, e non a caso rientrante sul piano legislativo tra i paesi di tradizione anglosassone.

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Al fine di attirare lavoratori specializzati, istruiti e, quindi, potenzialmente produttivi, l’Olanda ha introdotto già da diversi anni la regola del 30, che sarebbe opportuno analizzare bene. I lavoratori stranieri possono godere di un’esenzione fiscale pari al 30% del reddito dichiarato, una volta residenti in Olanda. In altre parole, il laoratore verserà le imposte sul 70% del reddito. Le norme sono diventate più restrittive dal 2012, in seguito alle quali si ha che il lavoratore deve essere assunto, quando è ancora residente all’estero e a distanza dai confini olandesi di almeno 150 km. Inoltre, lo stipendio annuo deve essere superiore ai 50000 euro e la fiscalità di vantaggio non può essere goduta per un periodo superiore agli 8 anni.

Incentivando fiscalmente i lavoratori con stipendi annui medio alti, è evidente che si agevolerà l’ingresso nel paese di persone specializzate, non di immigrati a basso costo, i quali incrementeranno verosimilmente la ricchezza prodotta. Ora, se questa dovesse essere l’unica attrattiva per un laureato italiano, attenzione a fare bene due conti. Immaginando di ricevere due offerte identiche da 50000 euro all’anno, in Olanda si avrebbe uno stipendio netto mensile superiore di 500 euro, non esattamente una cifra che spingerebbe a trasferirsi all’estero, anche perché bisogna considerare che il paese ha un costo vita elevato e, in ogni caso, bisognerebbe pagarsi le spese di vitto e alloggio, che alla fine annullerebbero il vantaggio di trasferirsi. Certo, altra cosa è, invece, se a fronte di un’offerta olandese, nel nostro paese non si ricevesse alcuna proposta alternativa.

Una legislazione fiscale simile riguarda anche le imprese attive nello sviluppo di prodotti innovativi. Lo stesso dicasi per i liberi professionisti e le start up. Parliamo del WBSO o Wet Bevordering Speur en Ontwikkelingswerk, che prevede una detrazione fiscale del 38% per i primi 200.000 euro investiti nell’azienda in spese di ricerca e sviluppo, compresi salari e stipendi dei dipendenti, un beneficio che per le start up arriva al 50%. Le detrazioni vengono messe in relazione al monte ore impiegato direttamente nei lavori di sviluppo, che vanno comunicati dettagliatamente.

Inoltre, le aziende e i liberi professionisti possono accedere anche all’RDA, ovvero alla detrazione dell’8 o 10% di tutti i costi legati alle attività di ricerca e sviluppo, come l’affitto di macchinari, acquisto di beni durevoli. Infine, gli utili maturati dalle società attive solamente nel settore della ricerca e sviluppo sono tassati solo al 5%.

Vediamo quali tipologie di società sono attive in Olanda. Abbiamo le NV o società per azioni, le BV o società a responsabilità limitata, le partnership e le filiali. Per le prime, il capitale minimo richiesto è di 45.000 euro e bisogna collocarne almeno il 20%, mentre i bilanci sono sottoposti alla revisione della Camera di Commercio olandese. I soci possono essere di qualsiasi nazionalità e senza restrizioni.

Le BV prevedono, invece, un capitale sociale minimo di 1 euro e risulta essere la forma più diffusa in Olanda. Anche in questo caso, i soci possono essere stranieri senza limitazioni e i bilanci sono approvati dalla Camera di Commercio.

La partnership, invece, può essere generale e con responsabilità illimitata, professionale, per la quale ogni partner è responsabile dei propri debiti, limitata, ovvero con responsabilità limitata.

Infine, le filiali non sono altro che società controllate da un’azienda straniera, che intende aprire in Olanda. Questa è responsabile di tutti gli impegni assunti nel paese dalla filiale, che deve essere registrata presso la Camera di Commercio e deve essere retta da almeno un amministratore, mentre non vi è obbligo di tenuta della contabilità.

Vediamo se è conveniente aprire una società in Olanda. Come sempre, bisogna fare i conti con problemi specifici da non sottovalutare. A parte gli incentivi fiscali, si tenga conto che per le imprese con oltre 35 dipendenti è necessario costituire un consiglio dei lavoratori, che va utilizzato per una serie di questioni. In caso di licenziamento, potrebbe risultare più complicato del previsto mandare a casa un lavoratore, visto che potrebbero intervenire anche i giudici, oltre agli enti governativi.

Quanto ai settori in cui investire, si consideri che l’ICT è tra i più sviluppati al mondo e nel 2014 rappresentava il 5,4% del Pil, godendo anche di numerose partnership tra pubblico e privati. Trainante è anche il mercato immobiliare, caratterizzato da una domanda di abitazioni costantemente superiore all’offerta, ma si tenga conto anche che il grosso degli affitti è gestito da società organizzate e che l’Olanda è considerato uno tra i paesi maggiormente in bolla speculativa in questo settore, per cui il ripiegamento delle quotazioni immobiliari non sarebbe un caso da scartare, specie dopo quanto accaduto in passato.

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